Carenza di Vitamina D

Carenza di Vitamina D

Scritto da dhc. Postato in Area Dietologica

QUALE SUPPLEMENTAZIONE DI VITAMINA D?

Le azioni della vitamina D sono da attribuire al suo metabolita attivo, 1,25- diidrossicolecalciferolo detto anche calcitriolo.
La forma attiva quindi è solo il calcitriolo.

La vitamina D è più di una semplice vitamina, infatti il termine vitamina D comprende un intero gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2, D3, D4 e D5.

Le due più importanti forme della vitamina D sono la vitamina D2 (ergocalciferolo) e la vitamina D3 (colecalciferolo).

Il colecalciferolo (D3), derivante dal colesterolo, è sintetizzato negli organismi animali e rappresenta quindi la forma di vitamina D più abbondante, mentre l'ergocalciferolo (D2) è di provenienza vegetale.

La vitamina D3 ottenuta dall'esposizione solare o attraverso la dieta è presente in una forma biologicamente non attiva e deve subire due reazioni di idrossilazione per essere trasformata nella forma biologicamente attiva, il calcitriolo (Holick MF and Garabedian M, 2006).

Chen ML, Perez A, Sanan DK, Heinrich G, Chen TC, Holick MF. Induction of vitamin D receptor mRNA expression in psoriatic plaques correlates with clinical response to 1,25-dihydroxyvitamin D3. J Invest Dermatol 1996; 106:637–641

La vitamina D3 viene trasportata al fegato, dove viene metabolizzata dall’enzima 25 α-idrossilasi (il gene interessato è il CYP2R1) in 25(OH)D3 (25-idrossivitaminaD3 o calcitriolo); esso rappresenta il precursore circolante della vitamina D attiva, e viene usata per determinare i livelli di vitamina D nei pazienti (Holick MF and Garabedian M, 2006). La 25(OH)D3 è veicolata in circolo dalla vitamin D binding protein (DBP) e la sua trasformazione nella forma attiva, 1,25(OH)2D3 (1,25 diidrossivitamina D3 o calcitriolo) avviene a livello renale ad opera dell’enzima 1α-idrossilasi (il geneinteressato è il : CYP27B1) .

 Dusso AS, Brown AJ, Slatopolsky E. Vitamin D. Am J Physiol Ren Physiol 2005; 289: F8-F28.

ALIMENTI RICCHI DI VITAMINA D

  • Olio di pesce
  • Salmone
  • Aringhe
  • Pesce azzurro (sardine, alici, sgombri)
  • Uova
  • Funghi
  • Soia e derivati
  • Caviale e uova di pesce
  • Ricotta

Negli adulti sani è difficile osservare una carenza di vitamina D, poiché bastano pochi minuti al giorno di esposizione alla luce solare per garantire la sintesi di quantitativi adeguati. Negli anziani, invece, il deficit di vitamina D è frequente e può riguardare 1 individuo su 2.

Il calcitriolo 1,25-diidrossicolecalciferolo (abbreviato in 1,25-(OH)2D3 oppure in 1,25(OH)2D) è la forma attiva della vitamina D3 nell'organismo umano HA UN’EMIVITA DI 4 - 6 ORE.
Pertanto è praticamente impossibile che l’assunzione di CALCITRIOLO determini un iper dosaggio.
Quando si richiede il dosaggio della vit.D, l’analisi di laboratorio si avvale della ricerca della 25-idrossivitamina D perché questa avendo un’emivita di circa 2 settimane rappresenta correttamente i livelli ematici della vitamina.
Recentemente sono stati modificati i parametri per valutare lo status vitaminico
• sufficienza: > 30 ng/ml (>75 nmol/L)
• insufficienza: 21-29 ng/ml (51-74 nmol/L)
• carenza: < 20 ng/ml (<50 nmol/L)
Tavera-Mendoza, Luz E, White, John H. Cell Defenses and the Sunshine Vitamin, Scientific American, 2007; 297(5):62-72.


CAUSE DI IPOVITAMINOSI

Molti degli effetti “non classici” della vitamina D che coinvolgono il sistema immunitario e quello muscolo scheletrico sembrano verificarsi solo a concentrazioni di 25-idrossivitamina D ( CALCITRIOLO) ben più alte di quelle riscontrate nella popolazione generale, soprattutto nelle regioni temperate.
Le cause di ipovitaminosi D possono essere molteplici, ne riporto solo alcune:

  • obesità per sequestro di vitamina D da parte del tessuto adiposo;
  • patologie epatiche;
  • nefropatie: diminuita sintesi di 1,25-diidrossivitamina D oppure perdita con le urine di 25-idrossivitamina D;
  • malassorbimento intestinale (malattia celiaca, morbo di Crohn, alvo frequentemente diarroico per sindrome del colon irritabile);
  • chirurgia barbarica e in particolare i bypass chirurgici;
  • assunzione di statine per abbassare il colesterolo, ricordiamo che la vit. D deriva dal colesterolo. Diversi studi di metanalisi hanno chiaramente dimostrato che i pazienti con dolori muscolari associati alla terapia con statine mostravano livelli di vitamina D significativamente più bassi rispetto ai pazienti asintomatici;
  • allattamento al seno;
  • disordini genetici ereditabili: come la mutazione dei geni codificanti CYP27B1;
  • ipertiroidismo e ipotiroidismo;

Diversi studi condotti per valutare lo status vitaminico D nella popolazione generale, pur mettendo in risalto percentuali molto variabili tra uno e l’altro, sembrano confermare l’elevata incidenza di ipovitaminosi D.

Romagnoli E, Caravella P, Scarnecchia L, Martinez P, Minisola S. Hypovitaminosis D in an Italian population of healthy subjects and hospitalized patients, Br J Nutr, 1999;
81(2):133-37.
Isaia G, Giorgino R, Rini GB, Bevilacqua M, Maugeri D, Adami S. Prevalence of hypovitaminosis D in elderly women in Italy: clinical consequences and risk factors,

Osteoporos Int, 2003; 14(7):577-82.
Holick MF et al. Vitamin D Deficiency, N Engl J Med, 2007, 357: 266-81

Un altro ostacolo alla produzione cutanea di vitamina D risiede nell’uso di creme ad alto schermo solare, che sono diventate necessarie per l’alta incidenza di neoplasie cutanee attribuibili ai raggi UV.
Tavera-Mendoza, Luz E, White, John H. Cell Defenses and the Sunshine Vitamin D, Scientific American, 2007; 297(5):62-72.

Per quanto riguarda l’invecchiamento, si è visto che con l’aumentare dell’età, diminuisce la capacità della cute di sintetizzare vitamina D, a causa della diminuzione dei livelli di
7-deidrocolesterolo.
MillerJ,GalloRL.VitaminD and innate immunity, Dermatol.Therapy,2010;23:13-22.

EFFETTI COLLATERALI DELLA VITAMINA D

Nonostante i suoi molteplici effetti positivi, non bisogna dimenticare che la vitamina D può dare seri effetti avversi, come l’ipercalcemia e problemi di riassorbimento osseo.
L’intossicazione da vitamina D, che si ha per livelli ematici di
25-idrossivitamina D superiori a 150 ng/ml (374 nmol/l),
attraverso la supplementazione della dieta è sicuramente possibile, ma rara in quanto per raggiungere livelli tossici è necessario assumerne almeno 40000 UI tutti i giorni per un esteso periodo.

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