Idrocolonterapia: la sanificazione dell’intestino 2

Idrocolonterapia: la sanificazione dell’intestino

Scritto da dhc. Postato in Area Diagnostica

 

 

L’Idro Colon Terapia (ICT), è l’atto medico con il quale, mediante almeno 3 sedute intervallate da un periodo variabile tra i 7 e i 15 giorni si cerca di attuare una vera e propria terapia riabilitativa della funzione intestinale. 

 

Dopo una accurata anamnesi e la visita medica si procede all’analisi della disbiosi intestinale mediante il test specifico per
la ricerca dell’INDICANO e dello SCATOLO con la semplice raccolta di due piccoli campioni di urina.

Quindi dopo aver indossato i pantaloni monouso il paziente si accomoda sul lettino e il medico colloca la piccola specola che sarà collegata poi all’Hydromat mediante l’apposito tubo trasparente che consentirà anche di analizzare la presenza di muco, residui alimentari, incrostazioni e qualità delle feci. L’idrocolonterapia (ICT) non va confusa con il colonwash. Questo si risolve in un’unica seduta che ha il solo scopo di detergere l’intestino crasso. Ha una durata circa doppia rispetto alla seduta di ICT e solitamente si esegue prima di una colonscopia per ottenere un’ottima preparazione senza ricorrere ai lassativi. L’ICT invece, attraverso una serie di sedute, si inserisce nel mosaico di cure utili per la terapia della disbiosi intestinale   

 

Durante i 45 o 60 minuti di trattamento le fasi di riempimento e di eliminazione mobilizzano circa 25 - 30 litri di acqua che 

ritmicamente entrando nelle anse intestinali le distende e uscendo le sanifica senza compromettere la flora batterica intestinale  che fa parte dello specifico corredo microbiotico del paziente.

La parte del microbiota che viene a modificarsi riguarda l’overgrowth batterico cioè l’ipercrescita dei batteri intestinali responsabili della disbiosi e del conseguente dolore - gonfiore e fastidio addominale. 

 

 

L’ICT, grazie all’innovativo apparecchio medicale Hydromat

  

è diventata una pratica del tutto indolore con la quale mediante il riempimento e il successivo svuotarsi delle anse intestinali si attua una ripresa della normale peristalsi. L’acqua quando entra e esce dalle anse intestinali ha il vantaggio di svolgere sia una funzione meccanica che chimica poiché porta con se l’ossigeno che consente la sopravvivenza dei ceppi batterici aerobici e anaerobici facoltativi con riduzione dell’infiammazione colica.
Dopo il trattamento segue un breve colloquio con il medico che procede alla somministrazione della dieta, dei ceppi batterici idonei e al diario delle feci.

  

Sul diario il paziente annota per i giorni stabiliti

 

• ora dell’evacuazione

 

• forma delle feci indicando il tipo in base alla scala di Bristol

 

• disturbi addominali

 

• alimenti principali del pasto precedente l’evacuazione

 

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