Esami della tiroide

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Il prodotto principale della tiroide è la T4 (90%) che rappresenta l’ormone non attivo.


Solo dopo DEIODINAZIONE, perdendo una molecola di IODIO, diventa T3, l’ormone biologicamente attivo.

La produzione tiroidea di T3 corrisponde a circa il 10% della T3 totale.


Gli ormoni tiroidei nel sangue sono legati a proteine di trasporto. Sulle cellule bersaglio, liberate dal legame, diventano Free e indicate con la sigla FT4. Il 90% della FT3 deriva dalla deiodinazione periferica di FT4 a FT3.


L’enzima che promuove questa trasformazione è la iodotironina deiodinasi di tipo I e II, quest'ultima è presente nella tiroide, nel cuore e nel muscolo scheletrico.
Oltre che per deiodinazione, le iodotironine sono attivate mediante deaminazione ossidativa della catena laterale di alanina. 


Perdendo il gruppo NH2 per deaminazione ossidativa la T3 diventa TIRATRICOLO

Quest’ultima reazione converte la T4 in acido tetraiodotiroacetico (TETRAC) e la T3 in acido triiodotiroacetico o TIRATRICOLO (TRIAC).

 

 


ESAMI DEL SANGUE DEI VALORI TIROIDEI PER SAPERE SE IL PROPRIO METABOLISMO PUÒ DARE UNA MANO AL CONTROLLO DEL PESO OPPURE COSTITUISCE UN OSTACOLO

Per conoscere il proprio metabolismo attraverso l’analisi della funzione tiroidea è necessario prendere nota dei valori e confrontarli con il proprio peso in quel momento. Un valore di FT3 più alto rispetto ai valori registrati in precedenti analisi indica che si può facilmente perdere peso

FT3 più alto rispetto ai valori registrati in precedenti analisi indica che si può facilmente perdere peso.
Al contrario se la FT3 è più bassa rispetto ai valori soliti indica che l’organismo comincia a difendersi dalla perdita di peso e inizia l’EUTHYROID SICK SINDROME
Se non superiamo questo momento con una terapia specifica e personalizzata inevitabilmente si smette di dimagrire e poco per volta si torna al peso abituale.

Per mettere in relazione i valori di FT3 con situazioni distanti nel tempo, è necessario fare l’esame dopo tre giorni di dieta chetogenica.
L’esame è utile per conoscere la disponibilità del nostro organismo verso la restrizione alimentare.
Quindi, al mattino, a digiuno, dopo tre giorni di dieta con le porzioni precise dei pasti sostitutivi fare l’esame FT3 ha lo scopo di valutare se i sacrifici dietetici saranno utili o no.

 

LA TIROIDE

La tiroide è una ghiandola endocrina presente in tutti i vertebrati che sintetizza e secerne gli ormoni T3 e T4 coinvolti nella regolazione della temperatura corporea, dello sviluppo fisico e psichico e del metabolismo energetico. Un passaggio essenziale è l’unione dello IODIO con l’aminoacido Tirosina che detto per inciso è lo stesso aminoacido che serve per formare l’adrenalinaUna dieta povera di IODIO e di proteine è pertanto la prima causa di un ridotto metabolismo con conseguente aumento del peso grasso.

Dall’unione di IODIO e TIROSINA

dentro la tiroide si forma la T4 o tiroxina che rappresenta una sorta di pro ormone metabolicamente quasi inattivo.

Dalla tiroide l’ormone T4, passa al sangue legata alle proteine di trasporto per giungere sulla superficie di tutte le cellule del nostro organismo dove viene liberata, diventando così FT4 (F=free cioè libera). A questo punto se la situazione metabolica del nostro corpo in generale e della cellula sulla cui superficie è giunta la FT4 in particolare è “idonea” specifici enzimi chiamati DEIODINASI, sottraendo una molecola di IODIO, trasformano la FT4 in FT3.



LA FT3 AL CONTRARIO DELLA FT4 È METABOLICAMENTE ATTIVA PER QUESTO IL FARMACO EUTIROX COSTITUITO SOLO DA T4 (LEVOTIROXINA) PER LE PERSONE CHE NECESSITINO DI PERDERE PESO, È MENO ADATTO NELLA CURA DELL’IPOTIROIDISMO RISPETTO ALLA TIROIDE IBSA COSTITUITA DA T3 E T4 (LEVOTIROXINA COME PER EUTIROX MA CON UNA QUOTA ANCHE DI TRIIODOTIRONINA).




ASSUMERE SOLO T3 NON BASTA!

Perché possa anche diventare “dimagrante” la FT3 deve entrare nel MITOCONDRIO oppure nel NUCLEO della cellula e dare il via alla codificazione di proteine che sono capaci di usare i depositi di grasso per aumentare la temperatura corporea e per aumentare la quota di acidi grassi liberi da usarsi come combustibile anche in situazione di “dieta”.


 

 

 

 

Bibliografia:

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