Insulinoresistenza

Scritto da dhc. Postato in Area Dietologica

Viene definita insulinoresistenza la condizione in cui normali quantità di insulina producono una risposta biologica ridotta con conseguente aumento compensatorio dei valori plasmatici dell’insulina stessa. La gravità di questa condizione pur avendo una base genetica di tipo predisponente è direttamente proporzionale alla quantità di grasso e si aggrava o migliora sino alla normalizzazione della curva a seconda dell’aumento o della diminuzione dell’adiposità.
L’emivita dell’insulina è di circa dieci minuti e il suo metabolismo avviene principalmente nel fegato e nei reni. La down-regulation induce iperinsulinismo perché determina una minore clearance insulinica.


Come tutte le proteine di membrana, il recettore per l’insulina è altamente dinamico e in costante trasformazione essendo degradato e sostituito ogni 2 o 3 ore.


Quando il recettore viene a contatto con l’insulina, si determina il processo di internalizzazione del complesso ormone-recettore, per cui in presenza di un iperinsulinismo si ha una riduzione dei recettori per l’insulina, e progressivamente si determina la cosiddetta down-regulation.
Il numero dei recettori insulinici sulla superficie cellulare è pertanto inversamente proporzionale al grado di insulinemia cui le cellule sono esposte.
La cronica iperinsulinemia induce una sorta di difesa da parte della cellula del tessuto muscolare che diminuisce i recettori di superficie per l’insulina stessa.
La cellula in alto schematizza una cellula sana, mentre la figura in basso indica il processo di internalizzazione del recettore insulinico tipico del soggetto in sovrappeso che conseguentemente manifesta insulinoresistenza con l’impossibilità di utilizzare il glucosio da parte delle cellule muscolari scheletriche con stoccaggio del glucosio nel tessuto adiposo, sottoforma di trigliceridi cioè di grasso con conseguente evoluzione in obesità e statosi epatica. In tutti i mammiferi la captazione del glucosio è regolata dall’insulina solo nei muscoli scheletrici e nel tessuto adiposo.

La riduzione del numero dei recettori determina un aumento del trasporto intracellulare del glucosio pertanto si ha:
- aumentata sintesi dei grassi nel fegato
- aumentata sintesi dei grassi nel tessuto adiposo
- aumentata permeabilità di membrana per il glucosio in tutte le cellule escluse quelle muscolari.

 

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